martedì 17 maggio 2011

E anche questa è fatta :)

Sabato 14, al Salone del Libro di Torino, un piccolo ma sinceramente velenoso buffet ha accompagnato la presentazione di "Veleno", l'ultimo romanzo di Mauro Gasparini.
E' stata una bella occasione per rivedere e incontrare un sacco di persone gentili, generose e golose.

La mia amica Adriana e la squadra di Scritturapura hanno fatto un sacco di foto al tavolo del buffet e io sono felice di mostrarvele tutte :)


 Questi biscottini diventeranno famosi, secondo me ;)

 A destra, una versione portatile dei Risi e Bisi,
in omaggio alla venezianità dell'autore :)

 A sinistra, la galette di zucchine in forma di tartelletta.

Yum :)

Il velenoso romanzo.

E domani (cioè oggi, cioè stasera, insomma martedì 17), non perdetevi la nuova avventura radiofonica della vostra Tortina chez l'ormai familiare Cocina Clandestina. Ore 21 circa, su Radio Veronica.

martedì 10 maggio 2011

RadioTorta #2

Oggi riesco a non arrivare dopo come al solito :)

Stasera riPorto le mie Torte in radio, sempre da quei tesori di Forlani&Fedele, nella loro super accogliente Cocina Clandestina.
Saremo in onda dalle 21 in poi su radio Veronica One (anche in streaming worldwide ;).
E' vero che non ho ancora postato le ricette della settimana scorsa... pazientate, avrete tutto insieme appena riesco (qualcosa però mi dice che non sarà prima di lunedì...).

Vi aspetto!

mercoledì 4 maggio 2011

RadioTorta

Sì, ve lo racconto ora che è passato.
Perché la disorganizzazione fatta persona (che sarei io) non è riuscita a trovare un momento per raccontarvelo prima.

Martedì 3 maggio, cioè ieri, Torta a Porta è stata alla radio. Invitata dai gentilissimi Francesco Forlani e Marco Fedele, padroni di casa a Cocina Clandestina, ho parlato delle mie torte mentre loro le assaggiavano e le commentavano in diretta.

Mi sono divertita moltissimo :)

Nei prossimi giorni cerco di postare le ricette delle torte che hanno viaggiato sulle onde radio.
Ve le anticipo: muffin con ricotta alla lavanda, cheesecake monoporzione al limone, whoopie pies al caramello salato e quel grande classico del cake salato con pomodori secchi e capperi.

sabato 2 aprile 2011

Inauguriamo: la wishlist!

Mi sono appena inventata una nuova categoria di post che, se mi conosco, sarà la più popolosa di tutto il blog: la wishlist, cioè i post sulle cose che vorrei fare, prima o poi. Cose viste in giro in rete, o pensate in quella manciata di minuti prima del sonno, o appena sveglia la mattina; cose per cui senti le dita prudere dalla voglia di provare, ma devi aspettare e mettere da parte la voglia, per un tempo imprecisato. E be', averle tutte ordinate qui sul blog, e soprattutto ufficializzate dalla vostra lettura, forse mi aiuterà a farne passare qualcuna dalla potenza all'atto, dal pensiero alla realtà morsicabile.

Cominciamo con questa ricetta del Cavoletto, non proprio recentissima, ma qui si sta dietro ai preferiti come si può. Sigrid la fa con le mele, d'altronde a fine febbraio non si poteva chiedere molta altra fantasia fruttesca; io la metto in lista da fare con le fragole, perché anch'io, come lei, penso sia una variazione sul tema del crumble, e il crumble di fragole è il dolce più primaverile che io conosca, il dolce da fare adesso insomma, e io non vedo l'ora di provarla, questa Croûte aux fraises.

Ecco.

giovedì 24 marzo 2011

La buona stagione

Uff, che sia davvero arrivata, la primavera? Intanto qui si (ri)apre un'altra buona stagione, quella delle degustazioni in libreria. Che è sempre lei, anche se ha cambiato sede e pure nome, ed è diventata anche più bella e più grande, per contenervi più numerosi e felici che pria :)

Cominciamo sabato 26, con qualcosina da assaggiare dopo il Gran Cabaret Comunista Dandy di Francesco Forlani. Patrioska, così si chiama lo spettacolo, mette insieme le parole di Francesco con la fisarmonica di Franck Lassalle. Una combinazione franco-partenopea, insomma. Quale miglior spunto per il buffet che chiude la serata? Non aspettatevi robe oceaniche, ché la settimana è affannata e di tempo tortabile ne resterà pochino; ma mi farà piacere avere il vostro parere su un paio di esperimenti transalpinamente veraci su cui sto meditando da giorni.
Come al solito non vi anticipo niente - vedremo quale altro contrattempo riuscirò a evocare, visto che per la chiusura fuori casa abbiamo già dato.

Seguirà un altro incontro il 16 aprile: non uno, ma quattro scrittori, un quadruplo salto mortale con sapori che parlano ognuno una lingua diversa - e di lingue si tratta, quelle che leccano i piatti insomma. Piemontese, veneto, greco e francese - interessa? E allora ripassate di qua fra qualche settimana, quando potrò essere più chiacchierona: vi pare che sciupo la sorpresa ai trebisondini. Intanto, però, segnatevi la data e magari tenetevi pure liberi :)

domenica 20 febbraio 2011

Un pane che l(i)evati

All'inizio di febbraio ho seguito un corso molto bello sulla mia bestia nera: i lievitati. Sono stati due giorni intensissimi, alla fine dei quali mi son detta che ci avevo visto giusto, i lievitati non fanno per me e che tutte le (poche) volte in cui, in passato, avevo pasticciato col lievito di birra e ne era uscita una cosa commestibile, si era trattato indubbiamente di un miracolo e cioè un evento per sua natura eccezionale e unico.
Non fraintendetemi: il corso è stato bellissimo davvero. Ma me ne sono tornata a casa con la sensazione che si tratti veramente di una scienza, di qualcosa che esiga precisione assoluta e la considerazione contemporanea di un numero talmente alto di variabili che io, armata solo del mio entusiasmo nasometrico, proprio non ce la posso fare.
Però, oltre a questa considerazione, mi sono portata via una palletta del famoso lievito madre di Adriano e Paoletta. Quando hanno detto che il lievito andava nutrito costantemente - riferendosi ai cosiddetti rinfreschi - ho capito che mi ero fregata con le mie stesse mani. Vi pare che una come me, che nutrirebbe per istinto anche le pietre del selciato, avrebbe potuto lasciar morire di fame quel povero lievito?
E così, quasi 20 giorni dopo, ho il frigo pieno di lievito. Saranno tre chili ormai. Il ragazzino mangia e cresce che è una gioia.
Oggi, la prima domenica casalinga e tranquilla dall'inizio dell'anno, ho deciso di cominciare a intaccare le mie scorte. Con questi risultati:


Questo è pane, senza ulteriori aggettivi. La ricetta me l'ha data Olga, una delle mie compagne di corso; sì, perché fra noi ex-allieve abbiamo dato subito vita a una "mailing list naturale" in cui ci scambiamo successi e disfatte, consigli e suggerimenti.
La sua ricetta m'è parsa più fattibile di altre e oggi l'ho provata, confortata anche dai risultati ottenuti da lei (a cui, però, mi sa che riesce tutto, a giudicare dalle foto criminali di panini e focacce che manda in giro all'ora di pranzo ;).
La pagnottona non s'è colorita granché in cottura, e anche la lievitazione l'ha fatta in larga parte fuori dal forno (per problemi di tempistica maldestra). Ma non ho resistito, ho cominciato a strapparne via pezzi appena fuori dal forno e mi pare buonissima (meglio vi saprò dire quando si sarà un po' raffreddata). Guardate qui:


la mollica ha i suoi bravi alveoli grandi e piccini, la crosta è croccante senza essere troppo spessa, il profumo è buono, per niente acido, e la consistenza mi pare abbastanza leggera, non il triste mattone che temevo di ottenere (come altre volte in passato).
La prossima volta, magari, un po' più di sale nell'impasto.
Ma fossero tutti qui i problemi :)

Insieme ho fatto anche la focaccia, seguendo una ricetta precisissima su un sito da non perdere, segnalato sia da Olga sia da Roberta, altra mia complice in lievitazioni :)
Qui sono riuscita a tagliare un po' i tempi di lievitazione, sicuramente grazie all'eccezionale salute del lievito, e ho sfornato la mia prima focaccia molto prima di quanto sperassi:

Ho trassato un po' sull'ultima lievitazione, che è stata più breve e a una temperatura inferiore rispetto a quanto diceva la ricetta, ma il risultato mi piace lo stesso :)

Insomma, direi che un altro paio di domeniche così e mi passa la paura ^ ^.

Gratitudine imperitura a Paoletta e Adriano, e anche Vittorio ed Eugenio.

(ma voi, il pane fatto in casa, come lo conservate?)

lunedì 20 dicembre 2010

Vi mancano dei regali di Natale?

immagini © Victoria Feemster Designs e Katie Pertiet/Designer Digitals (thanks, ladies!)

Ecco la mia idea per i regali dell'ultimissimo minuto: un buono per regalare a chi volete una Torta a Porta nel nuovo anno. Un buono che permette a chi lo riceve di scegliere quale torta farsi preparare, e soprattutto quando - ché durante le feste, diciamocelo, non ha tanto senso sommare calorie a calorie. Il buono vale dal 10 gennaio al 31 maggio 2011 e garantisce la consegna gratuita in Torino città, oltre al giusto vantaggio concreto per chi sceglie di regalarlo ;)
Per maggiori informazioni scrivetemi a torta.a.porta [at] gmail.com.